Questa è la maniera migliore per affrontare il precariato. In un video di 29 secondi c’è una chiara spiegazione di quanto sia grande l’attenzione per la nostra generazione. Era già tutto chiaro. Già da molti anni. Il dileggio della povertà. Bastano due tette e un sorriso per perdere ogni logica. In fondo con lo stesso metodo si voleva conquistare un intero Senato della Repubblica Italiana. Complimenti.
Questa notizia risale all’11 marzo. Ho sentito sempre più persone condannare gli eclatanti attentati in terra d’Israele ma è davvero difficile richiamare l’attenzione sulla lenta, continua, duratura e quotidiana opera di cancellazione che Israele esercita violando ripetutamente il diritto internazionale. Ho sentito addirittura persone lodare il Muro, perché grazie ad esso il numero degli attentati risulta diminuito, nonostante una correlazione tra le due serie di eventi non sia stata di fatto accertata e altre potrebbero essere le cause della diminuzione del tasso di attentati. In ogni caso il West Bank è un territorio schiacciato, privato di risorse idriche, una prigione a cielo aperto. E il Muro che non segue neanche la “green line” è una pura opera di arbitrio. Una delle tante di cui non si parla mai. Per gli organi di informazione si sa ci sono uomini meno uomini di altri. E otto bambini di un paese valgono di più di cento bambini di un altro.
The Israeli army demolished more homes in Palestinian villages in the occupied West Bank on Tuesday morning. The homes and property of Palestinian families in the villages of Hadidiya, Jiftlik and Furush Beit Dajan, in the Jordan Valley area of the occupied West Bank, were demolished.
Amnesty International’s researcher on Israel and the Occupied Palestinian Territories witnessed the demolitions. Donatella Rovera described the scene:
“In all the places, most of the people are children. These homes mostly have three generations – the grandparents, parents and children. In Hadidiya, there were four families, in Furush Beit Dajan, five families.
“All of the people have had homes demolished before, but this time they had no warning. The people were very, very upset. They were running to get their things out of their homes, but the bulldozer just went on demolishing.” [...]
Lhasa brucia, è una macelleria di monaci e tibetani.
Un paese civile dovrebbe rifiutare la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino. Sono Olimpiadi sporche di sangue. Sangue dei Tibetani, sangue dei lavoratori cinesi che di fatto sono bestie da soma. Ma ogni speranza che il vantaggio economico ceda il posto ad un minimo barlume di etica e rispetto per la vita umana è praticamente vana. La partecipazione o meno dell’Italia alle Olimpiadi indicherà chiaramente il nostro livello di civiltà. Intanto noi godiamo del nostro silenzio. Tempo una settimana e gli organi di stampa si dedicheranno a qualcos’altro. Benvenuti a Pechino.